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lunedì 27 luglio 2009

Yellowstone National Park - Grand Canyon of the Yellowstone - Upper Geyser Basin


Aspen Hill.. cabin number B4-4 ….. Canyon Lodge .. non erano ancora le sette del mattino, ma la consapevolezza di essere arrivati al nostro ultimo giorno a Yellowstone mi avevano spinto ad uscire per godermi il risveglio di questo magnifico parco. Preso il sentiero dietro la nostra pioner cabin, mi sono diretto verso i corrals, .. con gli occhi, le orecchie, la mente, cercavo di accumulare il maggior numero di ricordi possibile, ben sapendo che sarebbero passati degli anni prima di ritornare da queste parti ..


Rientrato alla base, ho trovato Roberta e Daniela gia sveglie, per cui dopo aver caricato i bagagli ci siamo recati al General Store per la colazione e subito dopo al Visitor Education Center per sapere se avevano riaperto l’Uncle Tom’s Trail.
Purtroppo per noi il trail era ancora chiuso per colpa dei massi franati dal South Rim sulla scalinata finale, per cui abbiamo deciso di percorrere la parte che ancora ci mancava del North Rim, quella che dal parcheggio della Brink of Lower Falls Trail porta alla Brink of Upper Falls Trail.



Il percorso costeggia quasi totalmente il rim del Grand Canyon of the Yellowstone ed è veramente molto easy; nonostante alcune soste “paesaggistiche” dopo due ore eravamo di nuovo alla nostra macchina, e dopo un’ultima foto ad un mule-deer sdraiato in un prato li vicino, siamo partiti verso la Fishing Bridge Junction.


Il tragitto è stato caratterizzato da innumerevoli soste, e nonostante avessimo gia visto la Hayden Valley, Mud Volcano, Yellowstone Lake e West Thumb, non potevamo fare a meno di fotografarle un’ultima volta. Per l’ora di pranzo eravamo seduti di nuovo al nostro tavolo, all’interno dell’Old Faithful Lodge; dopo mangiato ci siamo stonnazzati un po’ nella veranda del lodge e dopo un’ultima incursione al gift shop, nel pomeriggio siamo saliti lungo il sentiero che porta ad Observation Point per goderci dall’alto l’esplosione dell’Old Faithfull.




Da li visto che ci avanzava del tempo siamo scesi fino al Grotto Geyser e dopo aver dato un’ultima occhiata alla Morning Glory Pool, siamo ritornati al Visitor Center con la morte nel cuore; stavamo lasciando Yellowstone. Poco dopo la Midway Geyser Basin, ci siamo fermati ad osservare un bisonte che se ne stava accovacciato nella sabbia davanti ad una pineta .. ancora non sapevamo che quello sarebbe stato il nostro ultimo tatanka.


Arrivati a Madison ci siamo diretti ad ovest in direzione West Yellowstone: io e Roberta eravamo curiosi di rivedere questa cittadina del Montana ed il Big Western Pine Motel che ci avevano ospitati nel lontano 2002 ed una volta arrivati ci siamo subito diretti in Firehole Ave. a dare un’occhiata. Lasciata poi l’automobile nei pressi del Grizzly Discovery Center abbiamo fatto un giretto in centro città: vedere West Yellowstone con i colori dell’estate è stato molto diverso rispetto ad aprile 2002, sembrava tutta un’altra cittadina, piena di vita ed attività. Per un poco avevo accarezzato l’idea di andare a vedere il Wild West Rodeo ma dovendo ancora cenare e dovendo ancora percorrere la strada verso Idaho Falls , siamo ripartiti subito dopo cena. Man mano che percorrevamo la Hwy 20 verso sud ci ritornava in mente il nostro caro, vecchio amico bisonte.
Thank You very much Yellowstone N.P.
Massimo.

domenica 26 luglio 2009

Cody - Yellowstone National Park


Happy Birthday to You, Happy Birthday to You, Happy Birthday Dear Didi …… Happy Birthday to You ….

Il 26 luglio ci siamo svegliati così, cantando buon compleanno nella nostra stanza all’Irma Hotel. Daniela neanche a dirlo era gia sveglia da parecchio tempo, nonostante la sera prima fossimo andati a dormire più tardi del solito. Dopo aver fatto colazione nella splendida sala da pranzo storica del nostro hotel, ci siamo recati in centro a Cody per un ultimo giretto e per comperare qualche cosa per il viaggio; da li infatti 85 km ci separavano dall’ East Entrance del parco di Yellowstone.
Per viziare un po’ la nostra piccola, io e Roberta le avevamo dato la possibilità di scegliersi il regalo di compleanno, per cui Daniela aveva praticamente passato il tragitto da Cody a Yellowstone N.P. pensando e ripensando cosa che le sarebbe piaciuto di più.


Ritornare al Parco di Yellowstone ci aveva dato un’incredibile carica, e non vedevamo l’ora di arrivare la sera al nostro lodge al Canyon Village per organizzare la festa di compleanno di Daniela.
Come al solito appena arrivati all’East Entrance, il ranger ci consegna la mappa del parco e le riviste del National Park Service salutandoci con l’ormai familiare Enjoy Yellowstone!!


Superato il Sylvan Pass ci siamo fermati in una picnic area dal cui overlook si poteva ammirare Yellowstone Lake; risaliti in macchina ci siamo avvicinati pian piano alle sponde del lago, ma poco prima della Sedge Bay, con la coda dell’occhio vedo volare in alto nel cielo, uno degli ultimi animali che ancora ci mancavano da vedere: l’ American Eagle! Con mio grande stupore il rapace si era sistemato sul ramo di un albero proprio sulla parete rocciosa sopra di noi, e seppur controluce ed in posizione strategica sfavorevole, in qualche modo sono riuscito a fotografarla.
Quindi dopo una breve passeggiata lungo il Pelican Creek Nature Trail (poco meno di 1 km), ci siamo fermati a pranzare nella zona di Fishing Bridge, da dove lo Yellowstone River inizia la sua corsa sfrenata verso le cascate del Grand Canyon of the Yellowstone. Anche quest’area del parco è veramente molto bella, con un sacco di trails adiacenti allo Yellowstone River ed alle sponde dello Yellowstone Lake, con i prati ricoperti da una infinità di fiori colorati, soprattutto gialli, e dalla solita ed incredibile presenza della wildlife locale.




Ripartiti verso nord, ci siamo goduti nel vero senso della parola le bellezze paesaggistiche che ci stavano attorno; LeHardys Rapids, Mud Volcano, Sulphur Caldron e la Hayden Valley infatti le stavamo apprezzando ancora di più, perché avendole gia viste un paio di settimane prima, le potevamo rivisitare scegliendo percorsi alternativi assecondando le nostre curiosità. Verso tardo pomeriggio siamo arrivati nella zona del Canyon Village: la voglia di ributtarci immediatamente lungo il North Rim è stata incredibile, lo scroscio delle cascate, l’odore intenso delle foreste, i cervi, i bisonti ci hanno dato la consapevolezza che una volta rientrati in Italia questo angolo del Wyoming ci mancherà moltissimo.




Siamo arrivati davanti al registration office del Canyon Lodge alle sette di sera, e finalmente per Daniela era arrivato il momento di ricevere i suoi regali di compleanno. Non so chi era più felice tra me e lei per le felpe ed i giocattoli inneggianti al parco di Yellowstone, quello che è certo e che eravamo tutti e tre felici di essere li assieme in quel momento. Dopo cena infine tutti di corsa alla gelateria del General Store, …. non c’era niente di meglio che mangiarci un gelato davanti ai nostri simpaticissimi amici prairie dog.
Happy Birthday Daniela!
Falco.

domenica 19 luglio 2009

Yellowstone National Park - Hayden Valley - Mud Volcano - Yellowstone Lake - West Thumb Geyser Basin


Dopo una settimana passata a Yellowstone, eravamo giunti al nostro ultimo giorno in questo splendido parco, ma questo sarebbe stato solo un arrivederci in quanto il nostro programma di viaggio ci avrebbe riportati qui per un paio di giorni in concomitanza del compleanno di Daniela.
Per non perdere tempo siamo partiti da Mammoth Hot Springs senza effettuare alcuna sosta fino al Canyon Village. Dopo un rapido pit stop, ci siam diretti alla volta della Hayden Valley e di Mud Volcano.
Descrivere il senso di libertà che si prova visitando questi posti è abbastanza facile, basta scrutare l’orizzonte per scorgere mandrie di bisonti e gruppi di cervi che si abbeverano lungo le rive dello Yellowstone River. Ovunque si riesce a scorgere la forza di madre natura e prova ne sono i nuovi abeti che stanno rinfoltendo le foreste dopo l’incendio di enormi proporzioni che nel 1988 aveva attaccato Yellowstone in 4 punti diversi del parco.
Dopo qualche foto a Sulphur Caldron, siamo arrivati al parcheggio di Mud Volcano: questa zona, caratterizzata dal forte odore di uova marce dovuto dai gas di idrogeno solforato e da un paesaggio bizzarro costituito da piscine di acqua fangosa e colline cosparse di alberi rinsecchiti dal vapore, neanche a dirlo ci è piaciuta veramente tanto.



Il percorso di questo trail lungo più o meno un miglio, è molto piacevole, perché oltre ad apprezzare i fenomeni geotermici, man mano che si sale lungo la collina, ti offre un bel panorama della valle sottostante e neanche a dirlo molta della wildlife locale.
Il sopraggiungere delle prime gocce di pioggia ci induce a lasciare il Black Dragon’s Caldron in cima alla collina per ritornare alla nostra auto e cambiati gli abiti di Daniela, abbiamo puntato il Lake Village. Sosta e pranzo con la solita formula collaudata, nei pressi dell’area picnic vicino al General Store; quindi dopo un po’ di shopping ed una piacevole conversazione con una signora di origini italiane ci siamo ributtati sulle sponde di Lake Yellowstone, il lago ad alta quota più largo di tutto il Nord America.



Giunti a West Thumb Geyser Basin il sole è ritornato risplendere, così con gran gioia ci siamo riversati sulle passerelle di legno che si insinuano attraverso il central basin: molto carina anche la Historic Ranger Station costruita nel 1925 uno degli ultimi avamposti originali rimasti, utilizzata in estate come libreria e centro informazioni per i turisti.


Finito il percorso con Fishing Cone, Big Cone ed Abyss Pool, su suggerimento di Daniela accolto con entusiasmo da me e la Robi, ci siamo spostati al Grant Village per un super gelato ed un po’ di relax.



Con calma nel tardo pomeriggio ci siamo rimessi in moto verso il nostro lodge a Mammoth; il tragitto, caratterizzato da continui cambi di tempo, è stato un flash back delle cose più belle viste in questa nostra settimana passata a Yellowstone, ed il pensiero che saremmo ritornati da questa parti tra una decina di giorni ci ha rasserenati non di poco. Con un paio di soste a sera inoltrata ci siamo ritirati nella nostra cabin, la mia mente stava gia volando con la fantasia alla tappa dell’indomani .. Little Bighorn Battlefield National Monument , G.A. Custer, Montana … altro sogno della mia infanzia che si stava realizzando.
Hi
Falco

sabato 18 luglio 2009

Yellowstone National Park - Grand Canyon of the Yellowstone - Lamar Valley


Svegliarsi presto al mattino durante le vacanze non è mai stato un problema per noi soprattutto perché senza le distrazioni della civiltà moderna, le giornate dentro i parchi nascono e finiscono con il sorgere ed il calar del sole. La nostra western cabin poi si trova nella zona di Beaver Meadows, immersa nella foresta del north rim del Grand Canyon of the Yellowstone, ed è molto facile che fin dalle prime ore del mattino siano i rumori della wildlife locale a darti lo stimolo per alzarti.
Usciti quindi dalla nostra cabin, e salutato affettuosamente tatanka nostro “vicino di stanza”, ci siamo diretti al parcheggio del Wapiti Lake Trailhead: da li ci siamo incamminati lungo il sentiero che costeggia il south rim percorrendolo tutto fino ad Artist Point.


A metà strada, ancora incredulo per la notizia della chiusura dell’Uncle Tom’s Trail del giorno prima, decido di percorrerne un pezzetto per vedere con i miei occhi l’ammontare dei danni causati dalle frane, ma purtroppo la mia curiosità viene quasi subito stoppata. Percorrere questi sentieri al mattino presto o verso tardo pomeriggio, è una cosa che consiglio vivamente, in quanto non si incontrano lungo il tragitto tutti i turisti che invece si concentrano nel mezzo della giornata, e questo ti permette di godere al meglio della vista del canyon e dei suoni della natura.
Lasciata la Canyon Area ci siamo quindi diretti verso nord in direzione Lamar Valley, zona del parco nota oltre che per l’enorme numero di wildlife , anche per la presenza dello Yellowstone Association Institute, a cui vanno i meriti del reinserimento dei lupi nel parco. Arrivati verso l’ora di pranzo nella zona del Roosevelt Lodge con gran piacere di Daniela, ci siamo fermati in una picnic area: la zona pullulava di bisonti, ed io e Roberta ci siamo chiesti com’è stato possibile in passato, che l’uomo sia quasi arrivato allo sterminio di questi stupendi animali.



Tra una sosta e l’altra, ci siamo concessi un po’ di hike, soprattutto lungo il Soda Butte Creek. Questo torrente incastonato in mezzo alla Lamar Valley è un vero e proprio paradiso per gli amanti della pesca, e rappresenta una fonte di ristoro non indifferente per tutti gli animali della zona. Proprio in quest’area infatti, all’altezza dell’affluente Pebble Creek con nostro grande stupore, ci siamo trovati davanti uno splendido esemplare di Black Bear che visto il sopraggiungere di altre persone, se l’è data a gambe dirigendosi verso la foresta.



Devo dire che questa parte del parco così selvaggia ci è piaciuta moltissimo, e se avessimo avuto ancora del tempo a disposizione ci saremmo sicuramente fatti uno dei tanti trail che la percorrono.
Rientrati a Mammoth Hot Springs e preso possesso della nostra pioneer cabin, ci restava ancora la voglia di muoverci così vista la vicinanza con Gardiner , ci siamo diretti in questa gateway town alla ricerca di una pizzeria: alle sue porte la North Entrance con l’arco del presidente Roosevelt su cui spicca ben visibile la scritta voluta da lui … “FOR THE BENEFIT AND ENJOYMENT OF THE PEOPLE”.
See you soon
Falco



venerdì 17 luglio 2009

Yellowstone National Park - Tower-Roosevelt - Grand Canyon of the Yellowstone


Una delle cose imparate fin dai nostri primi giorni a Yellowstone, è che in qualsiasi momento ti si poteva presentare davanti agli occhi un animale della wildlife locale, motivo per cui bisognava sempre avere a portata di mano la nostra preziosissima nikon. Quello che non immaginavamo però, era di poter vedere mamma orso ed i suoi cuccioli a pochi passi da noi ….
Lasciato il General Store di Mammoth Hot Springs in direzione Tower-Roosevelt, ci siamo concessi quasi subito una sosta, perché la voglia di fare un po’ di hike e di vedere degli animali, era veramente tanta. Mentre ci incamminavamo lungo il trail per le Wraith Falls, io e Roberta ci chiedevamo se saremmo riusciti a vedere degli orsi durante la nostra vacanza, e la nostra curiosità, si scontrava allo stesso tempo con la preoccupazione di ritrovarseli di fronte, sebbene avessimo memorizzato tutti i consigli dei rangers.


Questo trail che porta ad una cascata di 100 piedi che si trova a breve distanza della Grand Loop Road, non è assolutamente impegnativo; all’inizio si attraversa un’area aperta piena di arbusti di salvia dove è facile incontrare cani della prateria e marmotte, quindi superato il ponticello del Lupine Creek si costeggia una foresta di abeti che ti accompagnano fino alla cascata. Durante il tragitto eravamo tutti e tre con gli occhi sgranati, visto che ci avevano detto che in questa zona, oltre che gli orsi, si potevano anche avvistare dei lupi, ma stavolta la sorte ci aveva dato buca.
Una volta rientrati alla macchina abbiamo proseguito verso Canyon Country, decidendo vista la gran voglia di wildlife, di lasciare la strada principale per percorrere la Blacktail Plateau Drive, una strada sterrata che passa attraverso le foreste e le montagne. Ma anche questa volta di orsi e lupi nessuna traccia. E’ difficile da spiegare, ma quel mattino avevo una convinzione interiore che a momenti avremmo visto qualcosa di eccezionale, motivo per cui, dopo aver immortalato il Petrified Tree, ci siamo incamminati sul sentiero che porta al Lost Lake. Proprio una settimana prima, in questa zona era stato avvistato un orso Grizzly! Questo trail, un loop di 4 km, porta ad un piccolo lago di montagna disperso nella foresta dietro il Roosevelt Lodge , ma noi una volta arrivati al lago, siamo ritornati sui nostri passi per non affaticare troppo Daniela.
Ormai era quasi ora di pranzo, ed avevamo deciso di fare una sosta allo Store di Tower Falls: ma ad un tratto ho notato una macchia nera che si muoveva in un prato alla mia sinistra: Black Bear!




Sceso con il cuore in gola dalla macchina, mi sono trovato di fronte mamma orso ed i suoi 2 cuccioli: è stato incredibile, avevamo desiderato tutta la mattina un incontro di questo genere, ed ora questa splendida famigliola era proprio davanti a noi. Nel giro di poco tempo purtroppo non eravamo più soli, e devo dire che mai come allora, ho desiderato vedere sparire tutte quelle persone.


Lasciati i nostri orsi, ci siamo limitati a fotografare Tower Fall dall’alto visto che il sentiero che porta alla sua base era chiuso, per poi proseguire verso il Grand Canyon Village. Arrivati al Visitor Center, purtroppo un ranger mi da la notizia che l’Uncle Tom’s Trail è chiuso a tempo indeterminato causa una grossa frana .. questa proprio non ci voleva.
Subito dopo aver preso possesso della nostra western cabin al Lodge, siamo ripartiti per il Chittenden Bridge, il ponte che separa il north rim dal south rim del Grand Canyon of the Yellowstone. Ragazzi, una meraviglia.


Descrivere la maestosità dello Yellowstone River, delle Upper e Lower Falls e del Grand Canyon stesso, mi è impossibile. Bisogna essere li a sentire il rumore delle rapide ed osservare la natura incontaminata che si ha di fronte per poter capire ..
Dopo esserci visti tutti i punti panoramici e percorso una parte del North Rim Trail, siamo ritornati al Canyon Lodge per la cena: lasciata la cafeteria e dopo esserci concessi un ottimo gelato, ci siamo incamminati verso la nostra cabin. A darci la buonanotte stavolta c’erano un paio simpatici vicini …. mr. Bison and mr. Elk.
Bye.
Falco





giovedì 16 luglio 2009

Yellowstone National Park - Norris Geyser Basin and Mammoth Hot Springs


Lasciata la zona dell’Old Faithful dopo un paio di acquisti al General Store, ci siamo diretti verso nord per raggiungere le nostre principali tappe di giornata, la zona del Norris Geyser Basin e quella di Mammoth Hot Springs . Il tragitto tuttavia ci porta ad effettuare alcune soste e deviazioni molto interessanti come la Firehole Lake Drive, Fountain Paint Pot e la Firehole Canyon Drive: proprio in quest’ultima riusciamo ad avvistare 3 Mule deer sdraiati in un isolotto posto un centinaio di metri sotto le Firehole Falls.



Arrivati al Norris Geyser Basin un po’ in ritardo causa i lavori stradali tra Madison e Norris, decidiamo di visitare per bene il Porcelain Basin e parte del Back Basin, riproponendoci di ritornarvi con più calma.
Anche questi due bacini si visitano percorrendo le passerelle in legno che si insinuano in mezzo ai geyser ed alle pool di colori veramente intensissimi; tra acque ribollenti e l’odore di zolfo, caratteristiche di questo angolo di Yellowstone, ci ritroviamo ad aspettare per una mezz’oretta l’eruzione dello Steamboat Geyser, ma dopo un po’ decidiamo di rimetterci in strada perché il caldo si stava facendo veramente insopportabile.


Dopo aver pranzato in una picnic area ed aver visitato il Museum of the National Park Ranger (la storia dal primo ranger di Yellowstone ad oggi) ci siamo rimessi in marcia. Lungo la strada, oltre ad ammirare gli innumerevoli fenomeni geotermici, ci siamo concessi altre soste particolarmente interessanti tra cui la Roaring Mountain e lo Sheepeater Cliff. La prima, una montagna quasi spettrale, bianca, spoglia che sembra incastonata li in mezzo per caso, il secondo una rupe caratterizzata da composizioni rocciose di basalto a forma di colonne, chiamata così dagli Indiani Shoshone che vivevano in questa zona.
Verso le 17 siamo arrivati a Mammoth Hot Springs e per usufruire delle ore di sole che avevamo ancora a disposizione ci siamo buttati subito sulle passerelle della Main Terrace e delle Lower Terraces: anche qui lo spettacolo è veramente molto bello, le terrazze sono infatti coloratissime e veramente molto affascinanti. Finita la passeggiata alle terrazze inferiori che non ci ha portato via tantissimo tempo (in mezza giornata si visitano tranquillamente tutte e due le zone), ci siamo dedicati alla Upper Terrace Drive, la parte superiore.


Questi stupendi fenomeni geotermici con i loro strati bianchi e rosa di calcare e travertino, creano una sorta di “cascata” che scende fino a valle e si accomunano molto per la loro particolarità, alla località di Pamukkale in Turchia.




Anche questa giornata ormai era giunta quasi al termine e mentre rientravamo alla nostra pioner cabin ricapitolando le esperienze di questi primi giorni di Yellowstone, un gruppo di mule deer a spasso nel nostro village, faceva aumentare in noi la consapevolezza che questo incredibile angolo d’America è unico al mondo. Enjoy Yellowstone.
Bye.
Massimo